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cibo e parole, memorie e ricette

uova di neve

ANCHE I DIRIGENTI SI COMMUOVONO

Nell’estate del 1978, la Solvay s.p.a. aveva deciso di inviare in Francia il Sig. Venturi, dirigente di uno stabilimento di Ponteginori (PI), insieme al capo cantiere Sig. Frati e all’Ing. Zazza, capo servizio di cave e miniere.
Lo stabilimento francese aveva bisogno di personale esperto in perforazioni.
I tre, dunque, lasciarono il ridente paesello e partirono alla volta di Nancy…

mele al forno

L’ODORE DELLE CASE DEI VECCHI

“A questa domanda, da ragazzi, i miei amici davano sempre la stessa risposta: “La fessa”.
Io, invece, rispondevo: “L’odore delle case dei vecchi”.
La domanda era: “Che cosa ti piace di più veramente nella vita?”
Ero destinato alla sensibilità.

spezzatino con patate

IL PRANZO DELLE MEDIE

Al suono della campanella io ed i miei compagni di classe ci scaraventavamo fuori dall’aula, urtando sedie e banchi e, con una rumorosa corsa a spintoni, tra colpi di gomiti e zaini, uscivamo dalla scuola.
Il suono dei nostri goffi passi di preadolescenti acneici, con masse informi di capelli stopposi, risuonava sulla rampa rivestita di linoleum antiscivolo come quello di un branco di elefanti.

LE MIE ULTIME RICETTE

uova di neve

uova di neve

ANCHE I DIRIGENTI SI COMMUOVONO

Nell’estate del 1978, la Solvay s.p.a. aveva deciso di inviare in Francia il Sig. Venturi, dirigente di uno stabilimento di Ponteginori (PI), insieme al capo cantiere Sig. Frati e all’Ing. Zazza, capo servizio di cave e miniere.
Lo stabilimento francese aveva bisogno di personale esperto in perforazioni.
I tre, dunque, lasciarono il ridente paesello e partirono alla volta di Nancy…

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mele al forno

mele al forno

L’ODORE DELLE CASE DEI VECCHI

“A questa domanda, da ragazzi, i miei amici davano sempre la stessa risposta: “La fessa”.
Io, invece, rispondevo: “L’odore delle case dei vecchi”.
La domanda era: “Che cosa ti piace di più veramente nella vita?”
Ero destinato alla sensibilità.

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spezzatino con patate

spezzatino con patate

IL PRANZO DELLE MEDIE

Al suono della campanella io ed i miei compagni di classe ci scaraventavamo fuori dall’aula, urtando sedie e banchi e, con una rumorosa corsa a spintoni, tra colpi di gomiti e zaini, uscivamo dalla scuola.
Il suono dei nostri goffi passi di preadolescenti acneici, con masse informi di capelli stopposi, risuonava sulla rampa rivestita di linoleum antiscivolo come quello di un branco di elefanti.

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il caffè in forchetta

il caffè in forchetta

A RIEMPIRE UNA STANZA BASTA UNA CAFFETTIERA SUL FUOCO

Una caffettiera enorme era sempre sul fuoco: qualcuno stava sempre per arrivare.
Arrivava Ottorina ad aiutare a fare le torte e poi Roberta ad assaggiarle: sfregava il dito nel pentolino della crema, lo faceva scorrere per tutto il bordo e poi se lo infilava direttamente in bocca.
Arrivava il contadino a portare i conigli, tenuti per le gambe a capo all’ingiù, e Miro a salutare.

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cantucci con l’anice

cantucci con l’anice

GRADISCE UN CAFFE’?

La conosco da sempre perché abita nella stessa via dove abitavo da piccola.
La incrocio quasi quotidianamente, a passeggiare lungo le mura, col suo passo lento e le braccia incrociate dietro alla schiena. Quando va a fare la spesa porta con sé un cestino di vimini foderato di stoffa a fiori. E solo con questo particolare, vi ho detto molto di lei.

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ragù

ragù

SILVANA

La Piazzetta San Dalmazio è una piccola piazza del centro storico di Pomarance; uno dei luoghi più pittoreschi del mio paese nel suo indubbio charme tipicamente toscano.
Dalla finestra della mia camera si vede il campanile e, se per un attimo faccio silenzio nella mia testa, la ricordo tutta innevata, deserta e silenziosa.
D’estate è come deve essere: assolata, con i suoi immancabili vasi di gerani, panchine e fontanelle d’acqua ronzanti di vespe.
In piazzetta San Dalmazio ci viveva Silvana.

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schiacciata con l’uva

schiacciata con l’uva

LA MERENDA DELLE QUATTRO

E’ tempo di vendemmia.
Tutte le volte che arriva questo periodo dell’anno mi viene voglia di infornare la schiacciata con l’uva.
Intanto il forno scalda e già questo, dopo mesi di monogamici rapporti intimi con il frigorifero, mi regala un senso di conforto.
Poi impasto. Quel gesto atavico che evoca millenni.
Poi lievita. Quel profumo antico impiantato nella corteccia cerebrale di ogni essere umano, in ogni epoca, in ogni parte del mondo.
Alla fine lei è pronta: profumata, dolce con tutto quello zucchero sopra e succosa, con i chicchi d’uva morbidi e succulenti.

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acciughe sotto sale

acciughe sotto sale

MERENDE ELEMENTARI

Sono i primi giorni di settembre.
E’ mattina presto e sono uscita per fare colazione al bar. L’aria è già raffrescata, e questo mi piace comunque, nonostante la fragranza malinconica di un’estate velocissima che sta per finire.
Quest’anno Gilda andrà in prima elementare.
Già…le elementari: una voragine si apre dentro di me, rivelandomi un mondo sommerso che profuma di astucci a tre scomparti.

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zuppa

zuppa

E NOI, CHE NON SIAMO MAI ABBASTANZA

E’ il tempo della fine dell’estate.
Uno splendido settembre mi sta per abbracciare di nuovo con il tepore di una pashima leggera che si tira fuori dalla borsa il pomeriggio quando comincia a raffrescare.

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